{"id":1333,"date":"2007-11-06T14:11:37","date_gmt":"2007-11-06T13:11:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/?p=1333&#038;lang=it"},"modified":"2016-05-01T14:15:52","modified_gmt":"2016-05-01T12:15:52","slug":"su-natura-di-john-stuart-mill","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/it\/su-natura-di-john-stuart-mill\/","title":{"rendered":"Su La Natura di John Stuart Mill"},"content":{"rendered":"<div class=\"champ contenu_texte\">\n<div class=\"texte\" dir=\"ltr\">\n<p><i>La Natura<\/i><span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"John Stuart Mill (1806- 1876 ), filosofo, economista, pensatore sociale e\u00a0(...)\" href=\"#nb1\" rel=\"footnote\">1<\/a>]<\/span> \u00e8 un saggio di filosofia morale<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh2\" class=\"spip_note\" title=\"La Natura fu probabilmente scritto tra il 1854 e il 1858, ma fu pubblicato\u00a0(...)\" href=\"#nb2\" rel=\"footnote\">2<\/a>]<\/span>. Mill si propone di esaminare \u00abla verit\u00e0 delle teorie che fanno della Natura il banco di prova del giusto e dell\u2019ingiusto, del bene e del male o che, in qualsiasi modo o misura, attribuiscono merito o approvazione al seguire, imitare e obbedire la Natura\u00bb (p. 19). L\u2019argomento gli sembra importante, dato che l\u2019idea di natura \u00e8 onnipresente nei discorsi normativi. Ci\u00f2 che \u00e8 naturale \u00e8 buono, sostengono da secoli gli uomini. Di fatto, nota l\u2019autore, il loro atteggiamento \u00e8 pi\u00f9 ambiguo: a volte denunciano indignati ci\u00f2 che reputano contro-natura, altre volte ammirano le conquiste che hanno permesso all\u2019umanit\u00e0 di sfuggire ai rigori della sua condizione primitiva, denigrando con ci\u00f2 stesso l\u2019ordine spontaneo della natura. Questa constatazione \u00e8 tutt\u2019ora cos\u00ec valida che non possiamo restare indifferenti al problema posto da Mill, n\u00e9 alla sua risposta: \u00abL\u2019essere conforme alla Natura non ha alcuna connessione con il giusto o con l\u2019ingiusto\u00bb (p.\u00a050).<\/p>\n<p>Mill dimostra che la regola \u00abobbedire alla natura\u00bb non pu\u00f2 costituire il fondamento della morale. La ragione che egli ne da \u00e8 ad un tempo semplice e potente: tale precetto deve essere rifiutato in quanto <i>privo di senso<\/i>. Per rendersene conto basta considerare con attenzione il significato del termine \u00abnatura\u00bb. Esso ha due principali accezioni: \u00abo esso denota l\u2019intero sistema delle cose, con l\u2019aggregato di tutte le loro propriet\u00e0, oppure denota le cose come sarebbero, prescindendo dall\u2019intervento umano\u00bb (p.\u00a051).<\/p>\n<h2>La natura come \u00abintero sistema delle cose\u00bb<\/h2>\n<p>Nella prima accezione, la natura non \u00e8 altro che la realt\u00e0 nel suo insieme, quella realt\u00e0 di cui le scienze si sforzano di comprendere i meccanismi formulandone le leggi (fisiche, biologiche\u2026), talvolta riunite sotto la denominazione di \u00ableggi della natura\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p>Ma se si intende il termine Natura in questo significato, non vi \u00e8 alcun bisogno di raccomandare di agire secondo la Natura, poich\u00e9 \u00e8 proprio ci\u00f2 cui nessuno pu\u00f2 sottrarsi, sia che agisca bene, sia che agisca male. [\u2026] Il richiedere alle persone di conformarsi alle leggi della Natura, quando esse non hanno alcun potere all\u2019infuori di quelli forniti dalle leggi della Natura, quando \u00e8 per loro fisicamente impossibile il fare la minima cosa se non attraverso qualche legge della natura, risulta un\u2019assurdit\u00e0 (pp.\u00a020-21).<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019agricoltura biologica, la coltivazione di OGM, la clonazione, guidare l\u2019automobile, la pesca, l\u2019infibulazione, la contestazione dell\u2019infibulazione e qualsiasi altra azione non possono essere giudicate in base al loro grado di conformit\u00e0 con la natura. Tutte integralmente fanno parte della natura, nel primo senso del termine, e vengono effettuate nel totale rispetto delle sue leggi.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 invece raccomandare di <i>conoscere<\/i> la natura. Questa prescrizione non \u00e8 inutile poich\u00e9 costituisce una condizione di efficacia dell\u2019azione. Bisogna conoscere le propriet\u00e0 delle cose e le relazioni fra le diverse componenti della realt\u00e0 per poter valutare correttamente le conseguenze dei propri atti e raggiungere i propri fini.<\/p>\n<blockquote><p>Pertanto, se l\u2019inutile precetto di seguire la Natura si cambiasse nel precetto di studiare la Natura, di conoscere e di prestare attenzione alle propriet\u00e0 delle cose con cui abbiamo a che fare, in quanto queste propriet\u00e0 siano in grado di favorire o di ostacolare un certo scopo, noi saremmo giunti al primo principio di ogni azione intelligente, o meglio alla definizione dell\u2019azione intelligente stessa (p.\u00a022).<\/p><\/blockquote>\n<p>Ma, aggiunge Mill, il precetto \u00abconoscere la natura\u00bb non ha alcun contenuto morale. Designare un\u2019azione come giusta \u00e8 diverso dal designarla come intelligente, e coloro che invocano come guida di una condotta retta l\u2019obbedienza alla natura, non hanno in effetti in mente nessun principio di razionalit\u00e0 strumentale. Sapere che \u00e8 pi\u00f9 facile costringere qualcuno a parlare spezzandogli le dita piuttosto che cantandogli una ninna-nanna non dice nulla sulla legittimit\u00e0 della tortura.<\/p>\n<h2>La natura contrapposta all\u2019artificio<\/h2>\n<p>In un secondo significato, naturale si oppone ad artificiale<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh3\" class=\"spip_note\" title=\"Nel suo saggio Mill analizza anche altre connotazioni associate ai termini\u00a0(...)\" href=\"#nb3\" rel=\"footnote\">3<\/a>]<\/span>. La natura non designa allora la realt\u00e0 nel suo insieme, ma solo quella parte che di essa esiste o si produce senza l\u2019intervento umano. Neanche questa accezione, cos\u00ec come la prima, permette di fondare un obbligo morale sulla conformit\u00e0 alla natura. Infatti tutte le azioni umane sono, per definizione, un\u2019ingerenza nello stato naturale delle cose: \u00abLo scavare, l\u2019arare, il costruire, il vestirsi, sono dirette trasgressioni dell\u2019ingiunzione di seguire la Natura\u00bb (p.\u00a023). Di conseguenza \u00e8 impossibile basare l\u2019etica umana sul rispetto della natura (salvo, forse, considerare il suicidio come unico atto moralmente accettabile).<\/p>\n<p>Un tale precetto non solo \u00e8 assurdo, ma anche del tutto contrario alla nostra concezione del bene. Mill non trova nella natura n\u00e9 una fonte di felicit\u00e0, n\u00e9 un\u2019armonia spontanea, n\u00e9 l\u2019origine di punizioni utili o meritate:<\/p>\n<blockquote><p>La vera verit\u00e0 \u00e8 che quasi tutte le cose per cui gli uomini vengono impiccati o imprigionati quando le commettono l\u2019uno verso l\u2019altro, sono azioni quotidiane della Natura (pp.\u00a028-29).<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>La natura stermina senza rimorso quelli dalla cui esistenza dipende il benessere di un intero popolo [\u2026], come stermina coloro la cui morte \u00e8 per essi un sollievo, o una benedizione per quelli che ne subiscono la nociva influenza (p.\u00a029).<\/p><\/blockquote>\n<blockquote><p>L\u2019anarchia ed il regno del Terrore sono superati in ingiustizia, rovina e morte, dagli uragani o dalle pestilenze (p.\u00a030).<\/p><\/blockquote>\n<p>Non si tratta di sostenere che la natura \u00e8 <i>sempre<\/i> cattiva. Quello che si vuole sottolineare \u00e8 che il dolore dell\u2019agonia, le carestie, le malattie e le altre catastrofi naturali sono percepite come dei mali enormi, e che la gratitudine degli esseri umani verso tutti i mezzi inventati per difendersi da essi, dimostrano come nessuno in effetti usi in modo sistematico il criterio di conformit\u00e0 alla natura come fondamento dei propri giudizi morali. Nessuno desidera veramente che la natura venga seguita in ogni suo aspetto, ma \u00abgli uomini non rinunciano tuttavia volentieri all\u2019idea che almeno qualche parte della Natura debba venir intesa come esempio o tipo\u00bb (p. 37). Il dosaggio di queste due attitudini obbedisce ad una logica misteriosa, che Mill sospetta essere priva di fondamento razionale:<\/p>\n<blockquote><p>Non \u00e8 mai stato stabilito da nessuna dottrina accreditata, quali particolari sezioni dell\u2019ordine naturale debbano reputarsi intese a nostra guida ed istruzione morale; e, di conseguenza, sono state le predilezioni individuali di ogni singola persona, o le convenienze del momento a decidere\u2026 (p.\u00a037).<\/p><\/blockquote>\n<p>Il rispetto dell\u2019ordine naturale non pu\u00f2 legittimare l\u2019imitazione di certi aspetti della natura ad esclusione di altri. Tuttavia si fa appello a questo criterio sempre in modo selettivo. Di conseguenza, quando qualcuno invoca un tale argomento per appoggiare una qualsiasi norma, la vera spiegazione della posizione che egli vuole difendere va cercata altrove.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 si crede che la natura comanda e punisce?<\/h2>\n<p>Mill avanza un ipotesi di spiegazione delle ragioni (storiche, psicologiche\u2026) per le quali il precetto \u00abseguire la natura\u00bb esercita una tale attrattiva, e dei motivi che conferiscono un\u2019apparenza di credibilit\u00e0 ai discorsi che le sostengono.<\/p>\n<p>Fa notare ad esempio che l\u2019ammirazione suscitata dalla complessit\u00e0 e dalla forza dei fenomeni naturali \u00e8 un fattore che porta a confondere un\u2019emozione estetica con un giudizio morale.<\/p>\n<p>Mostra come la confusione fra descrittivo e prescrittivo si sia mantenuta giocando sui due significati della parola legge, la quale designa sia una regolarit\u00e0 che un comando. Le \u00ableggi della natura\u00bb scoperte dalle scienze sono, secondo i termini di Mill \u00abdelle uniformit\u00e0 di coesistenza e di successione che si osservano nei fenomeni dell\u2019universo\u00bb<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh4\" class=\"spip_note\" title=\"Citazione da un testo di Mill intitolato  \u00ab&nbsp;Austin on Jurisprudence\u00a0(...)\" href=\"#nb4\" rel=\"footnote\">4<\/a>]<\/span> (per esempio la legge di gravit\u00e0). Nulla di ci\u00f2 che sia posto nel loro campo di azione pu\u00f2 sottrarvisi. Invece le leggi di cui si occupano il diritto o la morale sono ingiunzioni ad agire in un certo modo. Si pu\u00f2 scegliere di seguirle o meno. La maggior parte dei discorsi che prescrivono agli uomini il rispetto delle leggi di natura \u00e8 basata sullo slittamento fra i due sensi del termine legge, con la conseguenza assurda di lasciar intendere che vi sia \u00abuna stretta relazione, se non addirittura una identit\u00e0 assoluta, fra ci\u00f2 che \u00e8 e ci\u00f2 che dovrebbe essere\u00bb (p.\u00a020).<\/p>\n<p>Infine, Mill analizza il ruolo svolto dal sentimento religioso.<\/p>\n<blockquote><p>La coscienza che qualsiasi cosa l\u2019uomo faccia per migliorare la propria condizione \u00e8 in quanto tale una censura e un\u2019opposizione all\u2019ordine spontaneo della Natura ha fatto s\u00ec che in tutti i tempi i tentativi nuovi e senza precedenti di miglioramento fossero generalmente posti sotto un\u2019ombra di sospetto da parte delle religioni; come se si trattasse di atti in ogni caso poco riguardosi, e molto probabilmente offensivi verso gli esseri potenti (o, quando il politeismo fece posto al monoteismo, verso l\u2019Essere onnipotente) che si supponevano governare i diversi fenomeni dell\u2019universo, e dalla cui volont\u00e0 si concepiva dipendere il corso della Natura (p.\u00a024 ).<\/p><\/blockquote>\n<p>Segue un attacco in piena regola ai tentativi di giustificare le disgrazie naturali con i vantaggi che si suppone ne derivino. Certo, i legami di interdipendenza fra i fenomeni sono cos\u00ec numerosi che, fra le conseguenze immediate o remote di un qualsiasi avvenimento, \u00e8 molto probabile che se ne trovino sia di buone che di cattive. In ogni modo \u00e8 indimostrabile, e probabilmente falso, che il male produca in genere un bene maggiore. Del resto,<\/p>\n<blockquote><p>Supponiamo che, contrariamente alle apparenze, questi orrori, quando sono perpetrati dalla Natura, promuovano dei fini buoni, tuttavia poich\u00e9 nessuno crede che noi perseguiremmo dei fini buoni se seguissimo tali esempi, il corso della Natura non pu\u00f2 essere per noi un buon modello da imitare. O \u00e8 giusto dire che dovremmo uccidere perch\u00e9 la Natura uccide, torturare perch\u00e9 la Natura tortura, rovinare e devastare perch\u00e9 la Natura fa altrettanto; oppure non dovremmo considerare per nulla ci\u00f2 che la Natura fa, ma ci\u00f2 che \u00e8 bene fare (p.\u00a030).<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019affermazione secondo la quale i mali naturali sono in realt\u00e0 degli enormi benefici deriva per la maggior parte dallo sforzo disperato dei fedeli di sbarazzarsi del paradosso del male (Come pu\u00f2 un Dio di bont\u00e0 permettere la sofferenza degli innocenti?). Come anche l\u2019ostinazione, contro ogni evidenza, nel ritenere che la creazione sia sempre buona, essendo opera di Dio<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh5\" class=\"spip_note\" title=\"Secondo Mill, se si vuol credere che un Dio esiste e che \u00e8 buono, il solo\u00a0(...)\" href=\"#nb5\" rel=\"footnote\">5<\/a>]<\/span>.<\/p>\n<blockquote><p>Se la decima parte degli sforzi che si sono spesi per trovare degli adattamenti benevoli in tutta la natura, fossero stati impiegati nel raccogliere le prove per diffamare il carattere del Creatore, quale vasta messa di argomentazioni si sarebbe trovata nell\u2019esistenza degli animali inferiori, divisi, salvo rarissime eccezioni, in divoratori e divorati, preda di migliaia di mali di fronte a cui vennero negate loro le facolt\u00e0 per proteggersi! (p.\u00a047 ).<\/p><\/blockquote>\n<h2>Un antidoto perfetto da perfezionare<\/h2>\n<p>Il saggio di Mill non si occupa particolarmente degli animali. Dovrebbe per\u00f2 figurare nella cassetta degli attrezzi di ogni militante animalista. \u00c8 un rimedio straordinario per contrastare le obiezioni che gli vengono quotidianamente rivolte (magiare carne \u00e8 naturale, la caccia \u00e8 naturale\u2026). \u00c8 anche un antidoto che dovrebbe somministrare a se stesso quando \u00e8 tentato di farsi sedurre dal favore di cui gode la glorificazione della natura, e dall\u2019idea di trarne un vantaggio per gli animali. Che siano o meno popolari, dei cattivi argomenti restano cattivi argomenti.<\/p>\n<p>La dimostrazione che Mill d\u00e0 della vacuit\u00e0 del precetto di \u00abseguire la natura\u00bb \u00e8 perfetta. E nonostante ci\u00f2 l\u2019esperienza dimostra che contro tutti quelli che usano il termine \u00abnaturale\u00bb come sinonimo di \u00abbene\u00bb<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh6\" class=\"spip_note\" title=\"Li si trova soprattutto nei gruppi biologici, ecologici, olistici, di\u00a0(...)\" href=\"#nb6\" rel=\"footnote\">6<\/a>]<\/span>, essa non \u00e8 sufficientemente convincente. Costoro non sono in grado di contestarla, ma se ne liberano in modi talmente sconclusionati che non c\u2019\u00e8 speranza di riportarli sul terreno della logica. Quando si confuta il valore normativo della conformit\u00e0 alla natura, di solito ci si trova di fronte a riflessioni quali: \u00abtu ti credi Dio\u00bb; \u00abascolta la natura che \u00e8 in te e ritroverai l\u2019Armonia con l\u2019Universo\u00bb; \u00abl\u2019agricoltura chimica avvelena la Terra e l\u2019organismo\u00bb; o ancora: \u00abSe preferisci il cemento e le marmitte di scappamento ai campi ed alle foreste, questo \u00e8 affar tuo\u00bb. Cosa si pu\u00f2 rispondere a qualcuno che, quando gli fate notare che l\u2019insalata non pu\u00f2 servire come rasoio, ribatte: \u00abcerto, ma \u00e8 pi\u00f9 buona di una cravatta condita con l\u2019aceto\u00bb?<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh7\" class=\"spip_note\" title=\"Non meno scoraggianti sono le reazioni di coloro che approvano fervidamente\u00a0(...)\" href=\"#nb7\" rel=\"footnote\">7<\/a>]<\/span><\/p>\n<p>L\u2019argomentazione di Mill non ha difetti sul piano razionale. Le resistenze che incontra dimostrano che la ragione non basta. Se una cos\u00ec gran folla si attacca ad un\u2019idea manifestamente falsa, \u00e8 senz\u2019altro perch\u00e9 essa soddisfa dei bisogni psicologici che la costringono ad ingannarsi. Per combattere il miraggio secondo cui il \u00abrispetto dell\u2019ordine naturale\u00bb, potrebbe fornire contenuto e giustificazione alla morale, bisogna capire e far capire ancora meglio le cause che lo provocano: analizzare le paure che tale miraggio serve a scongiurare e il reticolo serrato di credenze nelle quali si inserisce.<\/p>\n<p>Una delle ragioni del fascino che esercita il \u00abrispetto della natura\u00bb sta nel fatto che esso sembra fornire un fondamento oggettivo alla morale (i cui precetti sarebbero inscritti a chiare lettere nella realt\u00e0, o deriverebbero da un\u2019autorit\u00e0 infallibile), risolvendo cos\u00ec in maniera illusoria un problema di per s\u00e9 molto reale e terribilmente complesso. Il modo migliore di sbarazzarsi di una cattiva soluzione \u00e8 quello di proporne una migliore. L\u2019argomentazione sviluppata da Mill ne <i>La Natura<\/i> si basa fra l\u2019altro sulla denuncia della <i>fallacia naturalistica<\/i> (<i>naturalistic fallacy<\/i>)<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh8\" class=\"spip_note\" title=\"Lo slittamento che si produce nei discorsi dei moralisti da ci\u00f2 che \u00e8 a ci\u00f2\u00a0(...)\" href=\"#nb8\" rel=\"footnote\">8<\/a>]<\/span>. Se fosse possibile aggirare l\u2019interdetto di Hume, salvare la sua portata critica trovando nel contempo un modo di dedurre correttamente ci\u00f2 che deve essere da ci\u00f2 che \u00e8, allora si sarebbe trovato ad un tempo un metodo infallibile per stabilire il contenuto dei precetti etici e una giustificazione della morale che la porrebbe definitivamente al riparo da ogni relativismo. Forse si tratta di un\u2019impossibilit\u00e0 logica. Il fatto che per secoli i filosofi non ne siano venuti a capo non \u00e8 affatto incoraggiante. Tuttavia, se infine si trovasse un modo\u2026<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"champ contenu_notes\">\n<h2 class=\"label\">Notes<\/h2>\n<div class=\"notes\" dir=\"ltr\">\n<div id=\"nb1\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 1\" href=\"#nh1\" rev=\"footnote\">1<\/a>]\u00a0<\/span>John Stuart Mill (1806- 1876 ), filosofo, economista, pensatore sociale e politico, Mill \u00e8 una delle grandi figure intellettuali dell\u2019Inghilterra del XIX secolo. Le sue opere complete (incluso l\u2019epistolario) occupano 25 volumi nell\u2019edizione realizzata da J.M. Robson. Essi comprendono in particolare i suoi testi pi\u00f9 famosi (di cui esistono traduzioni in italiano): il <i>Saggio su Bentham<\/i> (1838); il <i>Sistema di logica induttiva e deduttiva<\/i> (1843); i <i>Principi di economia politica<\/i> (1848); il <i>Saggio sulla Libert\u00e0<\/i> (1859); le <i>Considerazioni sul governo rappresentativo<\/i> (1861); <i>L\u2019utilitarismo<\/i> (1862); <i>L\u2019asservimento delle donne<\/i> (1869); l\u2019<i>Autobiografia<\/i> (1873); i <i>Tre Saggi sulla religione<\/i> (1874).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb2\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 2\" href=\"#nh2\" rev=\"footnote\">2<\/a>]\u00a0<\/span><i>La Natura<\/i> fu probabilmente scritto tra il 1854 e il 1858, ma fu pubblicato solo nel 1874 in un volume intitolato <i>Tre Saggi sulla Religione<\/i>. Le citazioni in italiano sono tratte dal volume <i>Saggi sulla religione<\/i> a cura di Ludovico Geymonat, Feltrinelli, Milano 1953-1987.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb3\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 3\" href=\"#nh3\" rev=\"footnote\">3<\/a>]\u00a0<\/span>Nel suo saggio Mill analizza anche altre connotazioni associate ai termini \u00abnatura\u00bb o \u00abnaturale\u00bb, le quali si rivelano parimenti incapaci di giustificare le norme etiche.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb4\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 4\" href=\"#nh4\" rev=\"footnote\">4<\/a>]\u00a0<\/span>Citazione da un testo di Mill intitolato  \u00ab&nbsp;Austin on Jurisprudence&nbsp;\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb5\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 5\" href=\"#nh5\" rev=\"footnote\">5<\/a>]\u00a0<\/span>Secondo Mill, se si vuol credere che un Dio esiste e che \u00e8 buono, il solo modo coerente \u00e8 ammettere che non \u00e8 onnipotente.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb6\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 6\" href=\"#nh6\" rev=\"footnote\">6<\/a>]\u00a0<\/span>Li si trova soprattutto nei gruppi biologici, ecologici, olistici, di medicina naturale, e presso quei credenti che ripetono le storture segnalate da Mill.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb7\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 7\" href=\"#nh7\" rev=\"footnote\">7<\/a>]\u00a0<\/span>Non meno scoraggianti sono le reazioni di coloro che approvano fervidamente ci\u00f2 che Mill non ha mai detto ma che essi hanno l\u2019impressione di aver sentito. Costoro si reclutano di solito fra gli umanisti e le persone di sinistra. Di Mill essi sanno solo che \u00abla natura \u00e8 cattiva\u00bb, cosa che traducono immediatamente con \u00abla natura non esiste\u00bb, e da questo parte un trionfale inno alla potenza della cultura (umana, si capisce) e l\u2019affermazione per cui nella nostra specie nessuna costrizione di ordine biologico limita la plasticit\u00e0 dei comportamenti degli individui o la diversit\u00e0 delle organizzazioni sociali realizzabili.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb8\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 8\" href=\"#nh8\" rev=\"footnote\">8<\/a>]\u00a0<\/span>Lo slittamento che si produce nei discorsi dei moralisti da ci\u00f2 che \u00e8 a ci\u00f2 che deve essere, del quale David Hume ha fornito, nel terzo volume del suo <i>Trattato sulla natura umana<\/i> (1740), una critica rimasta celebre.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"wp-socializer wpsr-share-icons \" data-lg-action=\"show\" data-sm-action=\"show\" data-sm-width=\"768\" ><h3>Share and Enjoy !<\/h3><div class=\"wpsr-si-inner\"><div class=\"wpsr-counter wpsrc-sz-32px\" style=\"color:#000\"><span class=\"scount\"><span data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"facebook,twitter,linkedin,pinterest,print,pdf\">0<\/span><\/span><small class=\"stext\">Shares<\/small><\/div><div class=\"socializer sr-popup sr-32px sr-circle sr-opacity sr-pad sr-count-1 sr-count-1\"><span class=\"sr-facebook\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=\" target=\"_blank\"  title=\"Share this on Facebook\"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i><span class=\"ctext\"><span data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"facebook\">0<\/span><\/span><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-twitter\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=%20-%20%20\" target=\"_blank\"  title=\"Tweet this !\"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fab fa-twitter\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-linkedin\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/sharing\/share-offsite\/?url=\" target=\"_blank\"  title=\"Add this to LinkedIn\"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fab fa-linkedin-in\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-pinterest\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.pinterest.com\/pin\/create\/button\/?url=&amp;media=&amp;description=\" target=\"_blank\"  title=\"Submit this to Pinterest\"  style=\"color: #ffffff\" data-pin-custom=\"true\"><i class=\"fab fa-pinterest\"><\/i><span class=\"ctext\"><span data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"pinterest\">0<\/span><\/span><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-print\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.printfriendly.com\/print?url=\" target=\"_blank\"  title=\"Print this article \"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fa fa-print\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-pdf\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.printfriendly.com\/print?url=\" target=\"_blank\"  title=\"Convert to PDF\"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fa fa-file-pdf\"><\/i><\/a><\/span><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Natura\u00a0[1] \u00e8 un saggio di filosofia morale\u00a0[2]. Mill si propone di esaminare \u00abla verit\u00e0 delle teorie che fanno della Natura il banco di prova del giusto e dell\u2019ingiusto, del bene e del male o che, in qualsiasi modo o misura, attribuiscono merito o approvazione al seguire, imitare e obbedire la Natura\u00bb (p. 19). 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