{"id":1323,"date":"2007-11-05T13:55:56","date_gmt":"2007-11-05T12:55:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/?p=1323&#038;lang=it"},"modified":"2016-05-01T14:04:53","modified_gmt":"2016-05-01T12:04:53","slug":"aborto-e-liberazione-animalearticle","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/it\/aborto-e-liberazione-animalearticle\/","title":{"rendered":"Aborto e liberazione animale"},"content":{"rendered":"<div class=\"champ contenu_texte\">\n<div class=\"texte\" dir=\"ltr\">\n<p>La questione dell\u2019aborto \u00e8 stata gi\u00e0 trattata su queste pagine da Carol Adams, in un articolo sul femminismo e la liberazione animale<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh1\" class=\"spip_note\" title=\"\u00abAnima, animus, animal\u00bb, nei CA n\u00b03 (aprile 1992), pp. 11 \u00e0 14.\" href=\"#nb1\" rel=\"footnote\">1<\/a>]<\/span>. Tuttavia, capita ancora che ci venga chiesto, sia da avversari che da sostenitori della libert\u00e0 di abortire, qual \u00e8 la nostra posizione in merito. I primi sembrano generalmente sperare, e i secondi temere, che siamo contro l\u2019aborto, probabilmente perch\u00e9 il vegetarismo \u00e8 spesso associato all\u2019idea di \u00abrispetto di ogni vita\u00bb e di ascetismo \u00abmorale\u00bb (nel senso puritano che in genere si d\u00e0 a questa parola).<\/p>\n<p>L\u2019idea secondo la quale occorre necessariamente prendere una posizione estrema - e di fatto insostenibile - di \u00abrispetto di ogni vita\u00bb nel momento in cui si rispetta quella delle mucche e dei polli che vengono ammazzati per niente, consegue essa stessa da una concezione delle cose profondamente specista. Questo non mi impedir\u00e0 di prendere sul serio la questione e di sviluppare qualche riflessione.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 sostengo la libert\u00e0 di abortire<\/h2>\n<p>Prima di affrontare il nesso tra la questione dell\u2019aborto e la liberazione animale, spiegher\u00f2 la mia posizione personale.<\/p>\n<p>Per esempio, personalmente non rispetto la vita delle piante. Non perch\u00e9 le disprezzi, ma perch\u00e9 non penso che siano <i>sensibili<\/i>, ovvero che <i>percepiscano<\/i> ci\u00f2 che succede loro<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh2\" class=\"spip_note\" title=\"Argomenti in favore della non sensibilit\u00e0 delle piante si trovano in\u00a0(...)\" href=\"#nb2\" rel=\"footnote\">2<\/a>]<\/span>. Se esse non provano n\u00e9 piacere nel vivere, n\u00e9 sofferenza nell\u2019essere tagliate o sradicate, n\u00e9 dispiacere di dover morire, non trovo ragioni per non farne l\u2019uso che mi conviene, e in particolare per non mangiarle.<\/p>\n<p>Prendo l\u2019esempio delle piante per mostrare la differenza tra rispettare la vita <i>in s\u00e9<\/i> (fenomeno incosciente di sviluppo e riproduzione) e rispettare la vita <i>sensibile<\/i>, ovvero prendere in considerazione gli interessi degli esseri che hanno degli interessi che devono essere rispettati.<\/p>\n<p>Ora, \u00e8 praticamente certo che l\u2019embrione umano<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh3\" class=\"spip_note\" title=\"L\u2019animale \u00e8 chiamato embrione tra il suo concepimento e la sua nascita in\u00a0(...)\" href=\"#nb3\" rel=\"footnote\">3<\/a>]<\/span> non \u00e8 sensibile almeno durante le prime 18 settimane di gravidanza (su un totale di 38 settimane) per via dell\u2019assenza prima e dell\u2019immaturit\u00e0 poi del suo sistema nervoso. Il neonato invece \u00e8 sensibile; la sensibilit\u00e0 appare dunque ad un certo momento nel corso della seconda met\u00e0 della gravidanza. Prima, l\u2019essere in questione, che non prova n\u00e9 piacere n\u00e9 dolore, n\u00e9 timori n\u00e9 speranze, non mi sembra moralmente pi\u00f9 significativo di un filo d\u2019erba o di un sasso.<\/p>\n<p>Ovviamente si potrebbe rispondere che si tratta di un <i>futuro<\/i> essere sensibile, che bisogna rispettare la sua vita <i>potenziale<\/i>; mi si potrebbe chiedere, ad esempio: \u00abE a te sarebbe piaciuto se tua madre avesse abortito?\u00bb<\/p>\n<p>Ebbene, l\u2019idea che potrei non esistere mi \u00e8 forse sgradevole (non fa mai piacere pensare alla propria contingenza), ma immaginarla come conseguenza di un aborto non \u00e8 pi\u00f9 sgradevole che immaginarla come conseguenza della contraccezione, o dell\u2019astinenza dei miei genitori o dall\u2019ipotesi che non si siano incontrati. La sola cosa che il concepimento assegna ad un essere e che prima non esisteva \u00e8 il patrimonio genetico; ma non vedo in cosa ci\u00f2 implicherebbe che quell\u2019organismo insensibile, senza storia e senza progetti, che possedeva quel codice genetico particolare fossi <i>io<\/i>, pi\u00f9 di quanto lo sarebbe un embrione che fosse clonato a partire dal mio corpo o un fratello gemello omozigote di cui apprendessi oggi l\u2019esistenza<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh4\" class=\"spip_note\" title=\"Del resto, i gemelli omozigoti pongono un problema a coloro che ritengono\u00a0(...)\" href=\"#nb4\" rel=\"footnote\">4<\/a>]<\/span>.<\/p>\n<p>L\u2019aborto praticato durante le prime 18 settimane dopo la fecondazione, durante le quali l\u2019embrione non \u00e8 sicuramente sensibile, mi sembra assimilabile ad una semplice contraccezione tardiva. Tuttavia, la decisione di abortire o meno non \u00e8 di poco conto, perch\u00e9 essa determina l\u2019esistenza di un futuro essere sensibile; ma allo stesso titolo di una contraccezione o di una sterilizzazione o dell\u2019assenza stessa di relazioni sessuali. Penso che oltre al desiderio che si ha oppure no di avere un bambino, in questa decisione occorra tener conto, in particolar modo, da un lato della felicit\u00e0 a cui il bambino pu\u00f2 aspirare e dall\u2019altro della sovrappopolazione mondiale. Ma questo \u00e8 un altro discorso; in ogni caso, poich\u00e9 in generale non si costringe la gente ad avere bambini, non vedo perch\u00e9 una donna dovrebbe esservi costretta pi\u00f9 di un prete che ha scelto il celibato.<\/p>\n<p>Se una donna vuole abortire, penso che abbia il diritto di poterlo fare senza restrizioni, almeno fino a 18 settimane dopo la fecondazione; considerando poi la realt\u00e0 sociale, penso che occorra fare tutto il possibile perch\u00e9 questo sia facile e gratuito, almeno nei casi in cui il costo dell\u2019operazione costituirebbe un ostacolo<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh5\" class=\"spip_note\" title=\"La legge francese autorizza l\u2019aborto solo durante le prime dieci settimane.\u00a0(...)\" href=\"#nb5\" rel=\"footnote\">5<\/a>]<\/span>.<\/p>\n<p>Spesso si oppone agli antiabortisti il semplice argomento della libert\u00e0 della donna. Questo non pu\u00f2 bastare se non si aggiunge appunto che l\u2019embrione non ha degli interessi propri. Senza questa precisazione, si tratta di una petizione di principio priva di sostanza, allo stesso titolo della \u00ablibert\u00e0 di mangiar carne\u00bb che ci viene opposta quando mettiamo in luce gli interessi degli animali. E il problema si pone effettivamente nel caso di un aborto in stato avanzato di gravidanza, dal momento che nel corso della seconda met\u00e0 della gravidanza il feto ha acquisito una sensibilit\u00e0 e, con essa, almeno l\u2019interesse a non soffrire.<\/p>\n<p>L\u2019ideale sarebbe che, in questo caso, si prendano in considerazione in ugual modo gli interessi della madre e quelli del feto. In questo caso, non posso avere una posizione teorica altrettanto netta di quella relativa alla prima met\u00e0 della gravidanza, quando il feto non \u00e8 sensibile; senza entrare in particolari, e visto il carattere piuttosto sommario degli interessi del feto, penso comunque che in pratica la cosa migliore da fare sia di lasciare la decisione alla donna convolta<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh6\" class=\"spip_note\" title=\"Si pu\u00f2 difendere l\u2019idea che l\u2019essere che non \u00e8 cosciente della sua esistenza\u00a0(...)\" href=\"#nb6\" rel=\"footnote\">6<\/a>]<\/span>.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che potrebbe essere fatto in ogni caso per tutelare gli interessi del feto maturo \u00e8 aver cura che non soffra durante l\u2019aborto. I paraocchi specisti \u2013 assunti tanto dagli antiabortisti che dai loro oppositori \u2013 conducono a dispute intorno alla domanda assurda se l\u2019embrione \u00e8 o no un essere umano. Secondo la risposta data, si dichiarer\u00e0 che la sua vita \u00e8 sacra oppure al contrario gli si negher\u00e0 nel modo pi\u00f9 assoluto una rilevanza morale. Gli uni e gli altri tralasciano di prendere in considerazione quello che a mio avviso \u00e8 l\u2019unico dato importante, ovvero gli interessi effettivi degli esseri che ne hanno, e in special modo l\u2019interesse eventuale dell\u2019embrione a non soffrire. Non sono abbastanza informato sulle tecniche di aborto per poterne dire di pi\u00f9, ma mi sembra logico che tra le preoccupazioni della liberazione animale ci sia quella di pesare sulla stessa bilancia gli interessi dei feti umani maturi, anch\u2019essi animali. (La facilit\u00e0 di accesso ad un aborto precoce permette anche di ridurre il numero di aborti tardivi, che sono tra l\u2019altro pi\u00f9 dolorosi per la donna).<\/p>\n<h2>Aborto e liberazione animale<\/h2>\n<p>La posizione antiabortista si basa spesso sull\u2019attribuzione all\u2019embrione umano di una grande importanza, di una inviolabilit\u00e0, di un carattere sacro, semplicemente per via della sua <i>appartenenza alla nostra specie<\/i>. Ci\u00f2 che gli avversari dell\u2019aborto vogliono proteggere, \u00e8 la vita <i>umana<\/i>, indipendentemente dal suo carattere sensibile. Queste posizioni sono all\u2019opposto rispetto alla liberazione animale.<\/p>\n<p>Come afferma Carol Adams<span class=\"spip_note_ref\">\u00a0[<a id=\"nh7\" class=\"spip_note\" title=\"\u00abAnima, animus, animal\u00bb, p. 13.\" href=\"#nb7\" rel=\"footnote\">7<\/a>]<\/span>:<\/p>\n<blockquote><p>Lo specismo si esprime al suo pi\u00f9 alto grado nella protesta sul destino del concepito umano, laddove il carattere sensibile di altri animali \u00e8 dichiarato moralmente non significativo perch\u00e9 non sono umani. Certi antiabortisti definiscono la vita moralmente significativa in modo talmente largo che essa ingloba l\u2019ovulo appena fertilizzato, e nello stesso tempo talmente ristretto che animali adulti con un sistema nervoso ben sviluppato ne sono esclusi.<\/p><\/blockquote>\n<p>Gli antiabortisti attribuiscono una grande importanza alla fecondazione, che fissa l\u2019identit\u00e0 genetica dell\u2019essere. Cos\u00ec anche i cattolici tradizionalisti, che condannano la contraccezione, non la definiscono un omicidio, diversamente dall\u2019aborto. Sembra che per gli antiabortisti, l\u2019essenza di un essere si trovi nella sua identit\u00e0 genetica. Questa idea per me assurda \u2013 perch\u00e9 se il nostro genoma ci determina lo fa allo stesso modo di un qualunque fattore ambientale, e l\u2019\u00abinnato\u00bb non ha uno statuto diverso dall\u2019\u00abacquisito\u00bb - \u00e8 al centro del razzismo, del sessismo e dello specismo. Certo, non si \u00e8 necessariamente razzisti, sessisti o specisti se si professa questa idea; ma la liberazione animale pu\u00f2 pi\u00f9 facilmente farne a meno che adattarvisi.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 negare che ci sono delle persone che si oppongono sia all\u2019aborto che allo sfruttamento animale da parte degli umani. La loro posizione mi sembra tuttavia andar contro corrente rispetto alla logica della liberazione animale.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"champ contenu_notes\">\n<h2 class=\"label\">Notes<\/h2>\n<div class=\"notes\" dir=\"ltr\">\n<div id=\"nb1\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 1\" href=\"#nh1\" rev=\"footnote\">1<\/a>]\u00a0<\/span><a class=\"spip_in\" href=\"http:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/anima-animus-animal\/\">\u00abAnima, animus, animal\u00bb<\/a>, nei <i>CA<\/i> n\u00b03 (aprile 1992), pp.\u00a011 \u00e0 14.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb2\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 2\" href=\"#nh2\" rev=\"footnote\">2<\/a>]\u00a0<\/span>Argomenti in favore della non sensibilit\u00e0 delle piante si trovano in <i>Liberazione animale<\/i> di Peter Singer (A. Mondadori editore, 1975, 1990), pp.\u00a0243-244, e nell\u2019articolo di Yves Bonnardel, <a class=\"spip_in\" href=\"http:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/qualche-riflessione-in-merito-alla-sensibilita-che-alcuni-attribuiscono-alle-piante\/?lang=it\" hreflang=\"it\">\u00abQualche riflessione in merito alla sensibilit\u00e0 che alcuni attribuiscono alle piante\u00bb<\/a>, nei <i>CA<\/i> n\u00b05 (dicembre 1992), pp.\u00a034 \u2013 38.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb3\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 3\" href=\"#nh3\" rev=\"footnote\">3<\/a>]\u00a0<\/span>L\u2019animale \u00e8 chiamato <i>embrione<\/i> tra il suo concepimento e la sua nascita in modo specifico all\u2019inizio della gestazione (i primi tre mesi negli umani), e <i>feto<\/i> appena comincia a presentare una morfologia generale (testa, arti etc.) riconoscibile.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb4\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 4\" href=\"#nh4\" rev=\"footnote\">4<\/a>]\u00a0<\/span>Del resto, i gemelli omozigoti pongono un problema a coloro che ritengono che l\u2019embrione \u00e8 un individuo umano fin dalla fecondazione: non pu\u00f2 esserci <i>individuo<\/i> a quello stadio, visto che la divisione da cui nasceranno i gemelli avviene qualche giorno dopo la fecondazione. In potenza, un embrione potrebbe essere diviso all\u2019infinito, se abortire fosse un omicidio per via della semplice potenzialit\u00e0, allora si tratterebbe di un\u2019infinit\u00e0 di omicidi, il che sembra abbastanza assurdo.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb5\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 5\" href=\"#nh5\" rev=\"footnote\">5<\/a>]\u00a0<\/span>La legge francese autorizza l\u2019aborto solo durante le prime <i>dieci<\/i> settimane. Questa restrizione \u00e8 assurda e, aggiunta ad altre, ha delle conseguenze spesso gravi. Altri Paesi consentono un aborto pi\u00f9 tardivo.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb6\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 6\" href=\"#nh6\" rev=\"footnote\">6<\/a>]\u00a0<\/span>Si pu\u00f2 difendere l\u2019idea che l\u2019essere che non \u00e8 cosciente della sua esistenza nel tempo pu\u00f2 avere un interesse a non soffrire ma non ad essere ucciso. \u00c8 quanto fa Peter Singer, in <i>Liberazione animale cit.<\/i>, pp.\u00a033-34, e in modo pi\u00f9 sviluppato in <i>Etica pratica<\/i> (Liguori 1989). V. anche in questo numero dei <i>CA<\/i> l\u2019articolo di Karin Karcher, <a class=\"spip_in\" href=\"http:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/les-animaux-la-mortet-lacte-de-tuer\/\">\u00abLes animaux, la mort, et l\u2019acte de tuer\u00bb<\/a>, e, nel numero 4 (luglio 1992), pp.\u00a05-12, Singer, <a class=\"spip_in\" href=\"http:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/lethique-appliquee\/\">\u00abL\u2019\u00e9thique appliqu\u00e9e\u00bb<\/a>. La mia posizione \u00e8 identica nelle conclusioni a quella di Singer, pur partendo da un punto di vista teorico diverso (utilitarismo edonista).<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"nb7\">\n<p><span class=\"spip_note_ref\">[<a class=\"spip_note\" title=\"Notes 7\" href=\"#nh7\" rev=\"footnote\">7<\/a><\/span><span class=\"spip_note_ref\">]\u00a0<\/span><a class=\"spip_in\" href=\"http:\/\/www.cahiers-antispecistes.org\/anima-animus-animal\/\">\u00abAnima, animus, animal\u00bb<\/a>, p.\u00a013.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"wp-socializer wpsr-share-icons \" data-lg-action=\"show\" data-sm-action=\"show\" data-sm-width=\"768\" ><h3>Share and Enjoy !<\/h3><div class=\"wpsr-si-inner\"><div class=\"wpsr-counter wpsrc-sz-32px\" style=\"color:#000\"><span class=\"scount\"><span data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"facebook,twitter,linkedin,pinterest,print,pdf\">0<\/span><\/span><small class=\"stext\">Shares<\/small><\/div><div class=\"socializer sr-popup sr-32px sr-circle sr-opacity sr-pad sr-count-1 sr-count-1\"><span class=\"sr-facebook\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/share.php?u=\" target=\"_blank\"  title=\"Share this on Facebook\"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fab fa-facebook-f\"><\/i><span class=\"ctext\"><span data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"facebook\">0<\/span><\/span><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-twitter\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=%20-%20%20\" target=\"_blank\"  title=\"Tweet this !\"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fab fa-twitter\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-linkedin\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/sharing\/share-offsite\/?url=\" target=\"_blank\"  title=\"Add this to LinkedIn\"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fab fa-linkedin-in\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-pinterest\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.pinterest.com\/pin\/create\/button\/?url=&amp;media=&amp;description=\" target=\"_blank\"  title=\"Submit this to Pinterest\"  style=\"color: #ffffff\" data-pin-custom=\"true\"><i class=\"fab fa-pinterest\"><\/i><span class=\"ctext\"><span data-wpsrs=\"\" data-wpsrs-svcs=\"pinterest\">0<\/span><\/span><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-print\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.printfriendly.com\/print?url=\" target=\"_blank\"  title=\"Print this article \"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fa fa-print\"><\/i><\/a><\/span>\n<span class=\"sr-pdf\"><a rel=\"nofollow\" href=\"https:\/\/www.printfriendly.com\/print?url=\" target=\"_blank\"  title=\"Convert to PDF\"  style=\"color: #ffffff\" ><i class=\"fa fa-file-pdf\"><\/i><\/a><\/span><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La questione dell\u2019aborto \u00e8 stata gi\u00e0 trattata su queste pagine da Carol Adams, in un articolo sul femminismo e la liberazione animale\u00a0[1]. 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