Il linguaggio esclude implicitamente gli interessi dei non umani anche nei casi in cui essi sono i primi coinvolti: questo è un potente veicolo dello specismo.
Un'opposizione fondamentale che oltrepassa la questione della (maggiore o minore) «radicalità».
La possibilità di una sensibilità delle piante è spesso utilizzata come pretesto per rifiutare le argomentazioni della liberazione animale; tuttavia, vale la pena di analizzare la questione più a fondo.
L'antispecismo non ha niente a che fare con il «rispetto di ogni vita», ma consiste nel rispettare gli interessi degli esseri sensibili, indipendentemente dalla loro specie.
Il «rispetto» non è forse una perfetta maschera dell'oppressione e del dominio?
La nozione di natura non può farci da guida morale. Richiamo di questo semplice principio in occasione della pubblicazione della traduzione francese di La Nature di J.S. Mill.
«Riteniamo necessario che il movimento animalista prenda coscienza che non è possibile ignorare la problematica del dualismo «materia-spirito». Non dobbiamo permettere che in nome della scienza si neghi l'esistenza e il significato della sensibilità animale.»